Base

Ruolo

Professionista

Nome

Chiara

Cognome

De Palo

Data di nascita

20 Gennaio 1975

Sesso

Femmina

Professione

Attore

Agenzia

Alessandro Pellegrini Management

Compagnia

– None –

Città di residenza

Londra

Città di riferimento

Firenze

CV

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Biografia

BIOGRAFIA DI CHIARA DE PALO (Cantante-Attrice)*
Nata a Firenze, ha intrapreso all’età di cinque anni i suoi studi vocali presso la Scuola di Musica di Fiesole sotto la guida di Maureen Jones. Ha poi proseguito coprendo repertori lirici, jazz e di musical-theatre con Maestri quali F. Bertoli, M.Aino, J.Murami, G.Grazzini, R.Arrighini, S.Farrell, M.Benvenuti, F.Della Monica.
La sua formazione attoriale e di musical-theatre performer, in Italia, è avvenuta presso la Bernstein School of Music and Drama, il Laboratorio Nove, la Scuola Europea dell’Arte dell’Attore e con Mamadou Dioume (Peter Brook Company). Attualmente risiede e lavora tra Italia e Londra dove si è perfezionata in teatro fisico presso l’École de Mime Corporel Dramatique (diretta da S. Wasson), il Complicite Theatre, Frantic Assembly e con David Glass. Vocalmente è stata seguita da V.Manley (Roy Hart Theatre), Bazil Meade (London Gospel Community Choir), Jr Robinson (UK Gospel Award). Ha studiato Musical-Theatre con Ann James (Royal Academy of Music) e Scott Johnson (Guildhall School of Drama and Music), Jazz con Randolph Matthews e Cleveland Watkiss (UK JAZZ AWARD SINGER 2010).
Attrice solista in “Enoch Arden” (Strauss/Tennyson), accompagnata dal pianista Gabriele Baldocci, al PROGETTO MARTHA ARGERICH, parte del Festival di Lugano 2014.
Ha recentemente coperto ruoli come attrice di prosa, teatro fisico e cantante nel West-End a Londra e in Europa: I’ve lost you regia di B.Allegranti (commissionato da BBC), Dal Monte una Luce Aurorale regia di G.Cauteruccio (Millenario Basilica di San Miniato, Firenze), What have you got to lose (regia di Paul Katis, Pukka London Films), Terrain (regia di Ann Dickie, British Arts Council/Rambert Dance), Katia Kabanova (regia di Robert Carsen, Teatro Regio), Idrosss (regia di G.Cauteruccio), Vita di Galileo (regia di G. Lavia), Tre Movimenti di Luce (regia di G. Cauteruccio, 78°Maggio Musicale Fiorentino), La Dannazione di Faust (regia di Terry Gilliam), Lucrezia Borgia (regia di Mike Figgis), Il Flauto Magico (regia di David McVicar), Skinless (The Place), Lauderdale Dance (UK Big Dance Festival), The Echoes of Willard, The Bacchae di Euripide (5 stars-critica TIME OUT), Opera of Surveillance, Pierrot Lunaire di A. Schoenberg, The Red Ladies (Clod Ensemble), Medea (Salisbury International Festival), Le Valchirie di Wagner (Théâtre National Bruxelles), This is a Chair di C. Churchill, The Voice of Things (Edinburgh Festival), In the Shadows of Senghor di L. Senghor, U-238 di M. Paolini, Not in my name (Living Theatre), Attempts on her life di M. Crimp, Josephine the Singer di F.Kafka. Protagonista in Misterioso e La Topastra di Stefano Benni e U-238 di Marco Paolini a Londra. Altra collaborazione è stata quella con Dacia Maraini.
A Londra svolge attività concertistica con musicisti quali Orphy Robinson, Cleveland Watkiss, Rowland Sutherland, Jackie Walduck, Marcio Mattos.
In Italia, nei suoi concerti (di repertorio jazz, musical e soul) è accompagnata da Ilio Barontini, Nehemiah H. Brown, Alessandra Garosi, Paola Lenzi, Ilaria Barontini, Giulio Pietropaolo.
In Belgio, si è esibita affiancata dal Maestro Daniel Schell.

*Registro Vocale: Mezzosoprano di coloratura
*Estensione: mi 2-mi 6

Showreel: https://www.youtube.com/watch?v=GOXoJXeXgi0

https://www.spotlight.com/interactive/cv/0880-9080-9726

https://www.youtube.com/channel/UCFsicaYtyVLfSAHSrUuaWqw

https://soundcloud.com/chdepalo

Recensioni

(Franco Cordelli, Corriere della Sera)

In Tre movimenti di luce si incontrano due diverse linee: o tipi di espressività o metodi di lavoro. Parlo del lavoro di Giancarlo Cauteruccio, un maestro del nostro teatro d’avanguardia: che oggi potremmo meglio definire non figurativo o astratto, definizione paradossale se si pensa ch’esso nacque come teatro-immagine.
Le due linee sono quella antica, che fa capo all’Eneide del 1983, resuscitata lo scorso anno a Scandicci e vista questa primavera a Roma: linea di pura luce (ma anche, in radice, appunto, di figura). La seconda nasce dal connubio tra due uomini massicci, in ogni senso poderosi, lo stesso regista e un critico, Andrea Cortellessa. Come un altro critico (e saggista e filosofo), Maurizio Grande, si gettò a corpo morto tanti anni fa nell’avventura teatrale, lo stesso è accaduto a Cortellessa: da critico e saggista s’è fatto dramaturg. Dramaturg, non drammaturgo. Egli sceglie, incolla, specula: si tiene con voluttà ai margini — prima di Dino Campana, dei Canti orfici; ora di Dante Alighieri, della Divina Commedia. Cos’altro è Tre movimenti di luce, in scena al Comunale di Firenze per il Maggio musicale, se non un’interpretazione del poema dantesco? Mai se ne era vista una di tal fatta: non può essere accostata a quella in senso drammaturgico tradizionale che ne dette Federico Tiezzi con lo squisito ausilio di Sanguineti, Giudici e Luzi; è all’estremo opposto di quella popola
re, tutta popolaresca, di Roberto Benigni. Un pullman lascia noi pellegrini nei sotterranei del Comunale. Essi, quei tubi, sono intestini, viscere: fanno paura. Da orizzontali e lunghi diventano verticali e fitti, li inonda una sulfurea, rossa luce di tenebra.
Maurizio Grande, si gettò a corpo morto tanti anni fa nell’avventura teatrale, lo stesso è accaduto a Cortellessa: da critico e saggista s’è fatto dramaturg. Dramaturg, non drammaturgo. Egli sceglie, incolla, specula: si tiene con voluttà ai margini — prima di Dino Campana, dei Canti orfici; ora di Dante Alighieri, della Divina Commedia. Cos’altro è Tre movimenti di luce, in scena al Comunale di Firenze per il Maggio musicale, se non un’interpretazione del poema dantesco? Mai se ne era vista una di tal fatta: non può essere accostata a quella in senso drammaturgico tradizionale che ne dette Federico Tiezzi con lo squisito ausilio di Sanguineti, Giudici e Luzi; è all’estremo opposto di quella popolare, tutta popolaresca, di Roberto Benigni. Un pullman lascia noi pellegrini nei sotterranei del Comunale. Essi, quei tubi, sono intestini, viscere: fanno paura. Da orizzontali e lunghi diventano verticali e fitti, li inonda una sulfurea, rossa luce di tenebra.
Siamo immersi nel rumore: suoni d’ogni natura, venti, fischi, battiti (sono le musiche di Gianluca Verlingieri). Poi appare quel nudo corpo tutto glabro, esso spasima, si contorce, si offre alla ventura — o sventura (è Chiara De Palo). Ma Chiara non s’arrende, sprigiona un volume di voce quale mai si ascolta: canta anche all’Inferno.
Ne stava già commentando il suono un’altra voce — profonda, materica (è Giancarlo Cauteruccio, pronuncia i versi a noi noti in un dialetto tutto suo, remoto, quasi incomprensibile, il dialetto di Franco Scervini, che volse il fiorentino-italiano in calabrese un secolo fa). Alla fine del primo Movimento, detto Rumore nel sottotitolo, entriamo nel purgatoriale teatro, siamo «nelle quinte», dietro il palcoscenico, siamo nel Tremore. Allora ci fermiamo, contro una bianca e ritagliata luce si profila il magro corpo di Chiara, quasi un Giacometti, quasi un mezzo corpo, una mezza vita. Esso barcolla, cade, si rialza, la voce di contralto ora è voce di soprano, la singola voce è voce di molti, un coro. E tale resta, voce possente, quasi di coro, nel terzo tempo, o Movimento, quello di Fulgore: quando siamo condotti verso l’alto (del teatro), verso la cavea che c’è lassù: inondata di luce, una cascata di luce, una spirituale accensione di luce; circoli si sommano a circoli sull’inondazione che stringe in pura unità di corpo e voce (sempre quelli di Chiara) la poesia e il teatro: il teatro come evento e il teatro come luogo deputato e fisico, arte d’architettura. Tre movimenti di luce regia di Giancarlo Cauteruccio. **********(Otto stelle)

“La voce di Chiara De Palo, scivolando elegantemente da un corposo intenso registro di petto a quello di soprano dalle note finissime ed acute, è controllata in modo sublime e “spiazzante”. Il suo canto, unico nel suo genere, e le sue improvvisazioni jazz risuonano ancora nella mia testa”. (The Guardian, London)

“Chiara De Palo, un’eclettica vocal power-house! La sua voce, con incredibile estensione vocale, fluttua dal delicato e rassicurante suono di una ninna-nanna ad un travolgente e potente suono lirico fino ad una controllata interpretazione profonda e viscerale dai toni jazz e soul, per poi raggiungere il suo alto climax in note acute di estrema delicatezza ed intensità insieme…Chiara crea e determina lo show, illuminando il palco con la sua presenza magnetica e la sua voce ipnotica. Da non perdere!” (Remotegoat, London)

“La sua performance è poetica, commovente e trascendentale. Il suo bellissimo canto è coinvolgente, entusiasmante..e contemplativo. Direi, una performance esclusiva”. (The Stage, London)

“La performance di Chiara De Palo è trascendentale. Con la sua voce ipnotica e viscerale nutre la mente e l’anima del pubblico. I suoi suoni crudi quasi “tribali” e profondi, risonanti nella sala, mostrano agli imitatori del genere di essere appunto una copia sbiadita di questa, l’opera prima ed unica. Questo non è teatro, non è show: è vita, cruda e vera. Un’esperienza che deve essere vissuta.” (Remotegoat, London)

“Chiara De Palo è una performer estremamente competente e di rimarchevole creatività che va al di là della convenzione per abbracciare invece il rischio ..con successo, devo sottolineare. La sua voce: unica ed ipnotica”. (Three Weeks, Edinburgh)

“Il suo talento vocale è accompagnato da forte ed elegante presenza scenica ….Le sue interpretazioni rendono gli standards degli originali ..La sua performance è intensa, viscerale, imprevedibile…e commovente”. (Total Theatre, London)

“Stefano Benni approda a Londra. Misterioso, lo spettacolo con cui lo scrittore esplora la magia del jazz, passando attraverso la storia del pianista jazz Thelonius Monk..con la voce meravigliosa di Chiara De Palo accompagnata da alcuni dei migliori musicisti europei, Pat Thomas (piano), Rowland Sutherland (flauto), Orphy Robinson (vibrafono), Dudley Philips (basso), Cleveland Watkiss “. (La Repubblica)

“Nehemiah Brown-Chiara De Palo. Binomio azzeccato per la musica spiritual-gospel. …..minuta e graziosissima Chiara ha sfoderato una voce meravigliosa ed ha tenuto la scena per due ore di seguito in modo esemplare..Lo spettacolo è nato nel nome di Nehemiah Brown, famoso pianista, cantante arrangiatore, compositore afro-americano..significativa la scelta di Chiara De Palo a cui ha lasciato il ruolo di protagonista. Dotata di voce potente e di una vocalità e gestualità nera, la cantante si è profusa nel repertorio afro-americano con energia impressionante. La sua voce spazia dai sovracuti a note basse tenute con musicalità ricca e fluida”.(IL TIRRENO)